Santa Caterina del Sasso, tra natura e storia
Metti una fresca giornata primaverile, il sole che finalmente splende in cielo, le acque blu del Lago Maggiore e un eremo arroccato sulla sponda orientale che sprigiona memorie antiche. Ecco la mia gita a Santa Caterina del Sasso, un luogo dove la storia incontra la natura e dove potrete godere di panorami mozzafiato uniti a esplorazioni culinarie.
Se si chiama Eremo di Santa Caterina del Sasso un motivo ci sarà: questa meraviglia se ne sta aggrappata stretta alla roccia a strapiombo sul lago, tanto che c’è da chiedersi come cavolo abbiano fatto a costruirla.

Per arrivarci c’è da fare un po’ di allenamento e scendere una bella “chilata” di scalini che poi resteranno lì ad aspettarvi per il ritorno, questa volta in salita! Ma non preoccupatevi, per i visitatori super-sportivoni c’è anche un comodo ascensore che vi risparmia la faticaccia.
La prima cosa da ammirare, una volta arrivati ai piedi della scalinata, è il panorama davanti a voi: il Lago Maggiore in tutto il suo splendore vi regala una splendida vista sulla sponda piemontese che di prima mattina si riscalda sotto i primi raggi del sole, sullo sfondo le cime ancora innevate delle alpi.

Guardando in basso le acque blu del lago sono punteggiate di barchette e canoe e in lontananza, per gli occhi più attenti, si scorgono anche le Isole Borromee.
Una volta che vi sarete ripresi dallo stordimento provocato da tutta questa bellezza, datevi due schiaffetti sulle guance per sincerarvi di essere tornati in voi e imboccate il porticato sulla destra che vi porterà all’ingresso dell’eremo dove è possibile sbirciare nello shop e in una saletta fresca di restauro.
Superato l’ingresso, sarete nuovamente all’aperto, nel luogo più fotografato di tutto l’eremo: da questo balconcino infatti è possibile immortalare l’eremo e lo strapiombo.
Questa è la più classica delle foto di Santa Caterina, quindi non perdetevela. Io mi sono messa in posa per la foto ricordo.
Da questo punto si entra quindi nella chiesina che è una meraviglia.
Piccola piccola, ma ben conservata, con tanto di cripta e la salma del Beato Alberto, ma la cosa più bella è starsene col naso all’insù a osservate le volte affrescate e le vetrate.
Sulla via del ritorno, dopo aver riattraversato la balconata, l’ingresso e il porticato, c’è un’altra terrazza da visitare, con le palme che svettano contro il cielo blu e il lago che vi abbraccia e vi ricorda che manca poco all’estate.
Per ritornare alla scalinata iniziale si passa infine per un bersò ricoperto da glicine che in piena fioritura deve essere qualcosa di meraviglioso.
Terminata la visita, sia che scegliate le scale che l’ascensore, tornerete in cima. Da qui, prima di tornare alle macchine consiglio di fare un ultimo giretto nella vicina Villa Bassetti, spalle al lago dovete girare alla vostra destra. La villa ospita saltuariamente delle esposizioni molto interessanti, pochi mesi fa erano esposte le invenzioni di Leonardo con dei modellini incredibili.
Ma anche nel caso in cui non ci fossero esposizioni, proprio davanti alla villa troverete un ultimo balconcino da cui ammirare il panorama oppure, se siete fortunati come noi, potreste trovare un mercatino di artigianato e prodotti tipici locali come formaggi, salumi e miele.
L’eremo di Santa Caterina del Sasso si trova a Leggiuno, trovate gli orari di apertura qui.
Il mezzo più comodo per raggiungerlo è senza dubbio l’auto, proprio fuori dall’eremo troverete diversi parcheggi. In alternativa, è possibile raggiungere l’eremo via lago, dove a orari regolari è previsto un servizio di traghetti gestito dalla navigazione laghi che collega Santa Caterina con Arona e con le isole borromee.
L’ingresso all’eremo è completamente gratuito. La visita non richiede più di una o due ore, dipende da quante foto scattate, da quanto vi intrattenete allo shop e soprattutto da quanto siete allenati per la scalinata (in realtà ci vogliono 5/10 minuti, non di più, per salire tutti gli scalini, non fatevi spaventare).
Se volete unire la visita all’eremo ad una bella mangiata vi consiglio di dare un’occhiata al Circolo di Cerro, un posto rustico dove si mangia bene. Mi raccomando, chiamate prima per prenotare un tavolo.








