Expo Milano 2015 – Guida ai Padiglioni. Seconda parte
Lo so, lo so… vi avevo promesso tanti post su Expo e poi mi sono arenata!
E’ che questo nuovo progetto di #MyFriendFrida mi ha portato via un sacco di tempo, ma ora che l’ho pubblicato sono finalmente libera! E sono anche tanto felice, perché sono già arrivate le prime foto!
Ma ora eccomi qui, pronta per terminare la mia guida ai Padiglioni Expo.
WARNING: io non ve lo dico più, se non volete sorprese o anteprime non continuate a leggere. Chi prosegue lo fa a suo rischio e pericolo, perché qualche foto la devo pur pubblicare e per fare una recensione dei padiglioni vi devo raccontare che cosa c’è dentro! Non lo faccio con cattiveria, ma se non volete nessuna anteprima… via di qua! Subito! Se vi siete riconosciuti in questa descrizione e volete rendermi felice, cliccate qui e passate a leggere il post su #MyFriendFrida e scaricare la vostra Frida.
Per tutti gli altri… via che si parte.
PADIGLIONE Corea
La Corea ti abbaglia con la sua struttura bianca.
La coda per entrare è allietata da uno spensierato accompagnamento musicale in perfetto stile K-pop che ti viene da chiederti: ma cos’ho fatto di male? … per favore anche no!
Tutto sommato non ho aspettato troppo e in pochi minuti ero pronta all’ingresso, dove una graziosa signorina ci ha fatto da Cicerone.
L’accompagnatore è, a mio giudizio, un aspetto positivo soprattutto per chi è pigro o già stanco e non ha voglia di leggere le varie spiegazioni. L’aspetto negativo è, ovviamente, che le signorine parlavano italiano, quindi i turisti stranieri si sono lamentati perché non ci stavano capendo una cippa lippa! E poveretti, come dargli torto? Inoltre, bisogna girare in gruppo. Ma questo per me non è un problema, perché quando non ne posso più mi isolo dal resto del gruppo e mi mimetizzo alla perfezione.
Il tema che propone la Corea è: “Sei ciò che mangi”, da cui nasce la domanda: qual è il modo più corretto di nutrirsi? Un argomento fondamentale e che centra in pieno il tema di Expo.
La tesi dei Coreani è che la loro cucina sia un esempio dal punto di vista nutrizionale: bilanciata, ricca di alimenti sani e basata su un metodo di conservazione del cibo antichissimo che strutta la fermentazione in particolari giare, tipiche del Paese e riprodotte un po’ ovunque nel padiglione, le famose “Moon Jar”.
Il percorso è una perfetta sintesi tra la tradizione che si tramanda in queste giare e la modernità con cui i temi vengono narrati, come ad esempio i maxi-schermi rotanti.
Bellissima anche la sala delle giare psichedelica che è stata una delle sezioni che più mi hanno entusiasmato nel mio giro in Expo.
All’uscita, ho assaggiato un pezzettino di alga: nera, croccante, salata… se non l’avessi vista prima di metterla in bocca, avrei detto che era una patatina. Buonissima!
Coda: media
Architettura: non è il pezzo forte del padiglione, ma si ispira alla forma delle moon jar
Livello di gradimento: medio-alto
Voto complessivo: 8
Padiglione Azerbaijan
Il Padiglione Azerbaijan è candidato ad essere eletto “miglior padiglione di Expo”.
Dal punto di vista architettonico è molto particolare: pareti in legno ondulato simboleggiano il vento che soffia su questi territori, ma anche le diverse influenze culturali che li hanno attraversati e su queste sono incastonate 3 gigantesche sfere di vetro.
La prima sfera enfatizza la posizione geografica del Paese, che è dipinto come un crocevia fondamentale dal punto di vista storico, culturale e geografico.
Ed è stato a questo punto che mi sono accorta che non avevo la minima idea di dove fosse l’Azerbaijan.
Amico Azerbaijan, ma tu, di preciso, dov’è che stai?
Poi mi sono informata e ho scoperto che l’Azerbaijan confina con Russia, Georgia, Armenia, Turchia, Iran ed è bagnato dal Mar Caspio.
Promemoria per la prossima volta che andrò in Expo: ricordarsi di ripassare prima un po’ di geografia.
In questo stesso piano viene approfondito anche il tema della la musica, patrimonio immateriale dell’UNESCO.
Giuro che questa storia del Patrimonio immateriale non l’avevo mai sentita. Gli “Azerbaijani” sono avanti!
La seconda sfera approfondisce la biodiversità e descrive i simboli del Paese. Aiuole di fiori colorati tappezzano questa zona e creano un bellissimo effetto ottico.
La terza sfera accoglie un albero rovesciato, con le radici in alto a simboleggiare il collegamento con il futuro. A questo piano viene approfondito il tema del cibo e dei sapori dell’Azerbaijan.
La cosa particolare di questo padiglione è che ci si può iscrivere ad un concorso per vincere un viaggio a Baku e io potevo non partecipare? Poi, per tutto il Padiglione, si possono condividere sui social le mille informazioni che si apprendono via via che si sale lungo il percorso e ogni condivisione fa aumentare i punti e le possibilità di vincere. Morale della favola? Ovviamente non ho vinto il viaggio, ma in compenso ho tappezzato tutto il web di “Azerbaijanate”!
In estremissima sintesi, il Padiglione è una autocelebrazione del Paese, della sua cultura e della tradizione alimentare che però, tutto sommato, non annoia e non risulta stucchevole.
Coda: poca, quando sono andata io, ma mi dicono che di solito c’è da attendere
Architettura: molto bella
Livello di gradimento: medio
Voto complessivo: 8, in generale è bello, ma secondo me non vince
PADIGLIONE Malesia
Della Malesia si è tanto parlato e purtroppo non per meriti, ma per la polemica sull’olio di palma di cui vi avevo già parlato qui, quindi ora non ritornerò sull’argomento.
Per il resto, devo dire che questo padiglione non mi ha per niente entusiasmato. La coda per entrare era un pelino più lunga delle altre, ma c’è la possibilità di skipparla se si rinuncia alla prima sala con la proiezione introduttiva.
Più che in sale, il Padiglione è strutturato in sezioni dalla forma di immensi semi della foresta pluviale. Col senno di poi, credo che fossero dei giganteschi “semoni” di palma. Yeeeah! Applausi! Il concetto non mi entusiasma, ma devo dire che esteticamente sono molto carini, completamente rivestiti in legno Glulam.
Ma veniamo a noi, cara la mia Malesia. La presentazione introduttiva è un video che descrive le principali caratteristiche del Paese, si prosegue poi all’interno dei successivi semi (semoni, non semi: semoni!) dove vengono riprodotte le foreste tropicali e l’habitat della Malesia in perfetto stile Gardaland, fino ad arrivare alla sala che battezzerei “il tripudio dell’olio di palma”. Anche le decorazioni sospese, peraltro bellissime, mi ricordavano delle graziosissime ampolline colme di olio di palma. Il tutto farcito da parole emblematiche come “sostenibilità” ed “ecosistema”.
Ora, non so se si nota, ma io su tutta sta storia sono prevenuta e quindi questo padiglione non mi è piaciuto manco per niente. E se, fino a qualche tempo fa, la Malesia era uno tra i miei “Paesi da visitare prima o poi”, ora mi spiace tanto ma credo proprio che la depennerò dalla lista. Cara Malesia, Bye bye. Malesia
Coda: media abbondante
Architettura: bella
Livello di gradimento: basso
Voto complessivo: 5
PADIGLIONE MAROCCO
All’ingresso del padiglione del Marocco si viene accolti dalla foto un po’ inquietante del re.
Iniziamo bene, questi sono tutti ingessati e istituzionali, genuflessi ai piedi del big boss, mi sono detta.
E invece, varcata la soglia d’ingresso al souk (ok, forse è una cittadella araba), ecco la meraviglia. Una piccola sala in cui si assiste ad una proiezione. E mbeh? Direte voi. Non passate avanti senza notare la bellezza di questa sala: le pareti non hanno angoli e la luce blu che vi viene proiettata vi farà galleggiare nel vuoto. Godetevi questa sensazione e immergetevi nella magia del Marocco.
Quello che vi aspetta è un vero e proprio viaggio nella fantasia e nelle emozioni, sognando un Paese dal clima estremo, ma anche tanto ricco di risorse. Il Padiglione rappresenta proprio questo, le ricchezze del Marocco, e lo fa nel migliore dei modi: facendovi percepire e vivere sulla vostra pelle le immense bellezze del Paese.
il mare sconfinato che bagna le coste,
gli agrumi e i frutti che qui si coltivano grazie a tecniche avanzate di irrigazione,
il profumo delle rose damascene.
All’uscita un delizioso giardino marocchino che invoglia a fermarsi e bere un sorso di the.
Caro il mio re del Marocco, mi rimangio quello che ho osato pensare all’ingresso, questo padiglione è bellissimo!
Coda: nessuna, ma non so dire se siamo stati fortunati o se sia sempre così
Architettura: ricorda la tipica cittadella araba circondata da palme
Livello di gradimento: alto
Voto complessivo: 9
Ecco qui, questi erano gli altri padiglioni che ho visitato: alcuni bellissimi, altri un po’ meno.
Come sempre, queste erano le mie impressioni, ovviamente personali e più o meno condivisibili. Fatemi sapere se siete d’accordo o se avete avuto delle impressioni differenti.
E ora non vorrete mica fermarvi qui?
Non vi resta altro da fare che andare a leggere il post su #MyFriendFrida e a scaricare la vostra Frida da fotografare in vacanza, o anche in Expo.. che Frida, in Expo, spacca!
Poi, qui trovate l’altro post con la recensione di altri padiglioni.
Qui quello su Palazzo Italia.
E qui, il post introduttivo a Expo con le mie prime impressioni generali.
Noi ci si vede presto!
Baci verdi!
Frida






17/08/2015 @ 15:01
Ma ciao!!! Anche noi finalmente abbiamo potuto vedere con i nostri occhi i padiglioni di Expo! Devo dire che ero molto scettica e dopo aver letto il tuo post, mi trovo molto d’accordo con te sulla Malesia. Sono inoltre rimasta un pò delusa dal Giappone, un’ora e mezza di coda e sinceramente la visita non mi è sembrata granchè! Mi sono invece piaciuti tantissimo gli Emirati Arabi, bella la canzone e la storia, il Marocco per i suoi profumi e colori, il Belgio per la sua accoglienza e la Corea per le rappresentazioni scenografiche! Lasciando perdere le classiche lamentele su Expo devo ammettere che per poter valutare e apprezzare questa manifestazione bisogna andarci e vederla con i proprio occhi 🙂
Brava per il post, esauriente, ricco di informazioni e foto stupende!
A presto!
Vale
31/08/2015 @ 9:26
Grazie Valentina! Mi fa piacere sentire che le mie impressioni sono condivise! Peccato per il Giappone, mi spiace non ti sia piaciuto… purtroppo io non sono ancora riuscita a vederlo! A presto!
30/07/2015 @ 11:57
Ma ciao ranocchia 😀
Io sono stata ad Expo a inizio luglio e anche a me è piaciuto molto il padiglione Marocco! Come mi avevi detto, abbiamo fatto una foto incredibilmente simile, ma era inevitabile, quel posto ispira lo scatto 😉
Il padiglione dell’Arzebaijan mi manca, per fortuna ci ritorno questo weekend e potrò rimediare 😉 Un bacione 😀
03/08/2015 @ 8:41
Eh, si! Quel posto è proprio bellissimo! Io sono andata a fine Giugno, ma ci torno questa settimana! Non vedo l’ora!!!
30/07/2015 @ 11:48
Qualcosa mi dice che all’EXPO io avrò continuamente, irrimediabilmente, FAME.
E comunque, a me piacciono troppo gli SPOILER.
Bravissima come sempre, ranocchia pazza!
03/08/2015 @ 8:39
Grazie Fefa! In effetti all’Expo c’è modo di mangiare sempre e di tutto! Non credo che avrai problemi a saziare la fame! 😉