Itinerario di viaggio: Islanda on the road
L’Islanda è uno dei viaggi “on the road” per definizione! Per visitarla bene non serve altro che montare su un’auto e portarsi dietro tanta voglia di natura!
Quello di seguito è un itinerario che ho studiato per mesi nei minimi particolari, sono una rana precisina, e poi ho seguito passo passo nel luglio del 2012.
Ho cercato di ridurre al minimo i giorni, perché l’Islanda è bella, ma purtroppo è anche molto cara! Allo stesso tempo, nel tentativo di tirare sui tempi, sono stata attenta a non inserire tappe troppo lunghe, per evitare di passare troppo tempo al volante. L’itinerario non prevede l’esplorazione dei Fiordi Occidentali e di alcune zone interne all’isola, me li sono tenuti da parte per il prossimo viaggio.
Il risultato finale è un itinerario fattibilissimo, molto vario ed estremamente avvincente! Insomma: mi è piaciuto tantissimo!
Preferisco rimandare a post di dettaglio la descrizione dei singoli luoghi o delle particolarità che offrono. Quella di seguito quindi è una descrizione sintetica delle tappe che hanno scandito il mio giro in Islanda e delle principali attrazioni da visitare.
E allora pronti? Si parte!
Ecco le tappe che abbiamo toccato, i numeri sulla mappa sono posizionati nei luoghi in cui abbiamo pernottato e scandiscono quindi i vari giorni.
Giorno 1 – volo dall’Italia e arrivo a Reykjavík
Il volo diretto costicchia, per risparmiare qualcosa è possibile fare scalo a Londra da dove partono voli low cost per Reykjavík, ci si mette un po’ di più, ma si risparmia qualcosina.
Giorno 2 – Reykjavík
Anche se tutte le guide la liquidano in fretta, adducendo che il meglio dell’Islanda è altrove (come dargli torto!), in realtà questa città ha molto da offrire, incluso quel fascino tutto particolare tipico delle città di confine e anche se l’Islanda è un’isola e di confini veri e propri non ne ha, in un certo senso si percepisce l’essere ai confini del mondo, in una zona estrema.
Da vedere: le stradine e gli edifici del centro; il centro conferenze e concerti Harpa con le sue pareti vetrate; la scultura della nave vichinga lì vicina, simbolo della città; la Hallgrímskirkja, chiesa tanto brutta fuori quanto bella dentro; il museo Perlan, che racconta le gesta degli antichi vichinghi, per intenderci si parla di Pthor, figlio di Snuur, della tribù dei Gdhur.
Giorno 3 – da Reykjavík a Akureyri
Il terzo giorno abbiamo ritirato la nostra auto e siamo partiti per il nostro tour on the road, che abbiamo completato percorrendo in senso orario la hringvegur ovvero la strada n.1 che fa il giro di tutta l’isola. Questa tappa è stata in assoluto la più lunga, ma posizionata così – al primo giorno – non è stata per niente pesante. Il primo impatto con la natura islandese ha movimentato questo lungo collegamento in auto che si è rivelato comunque interessante. Lungo il tragitto ci siamo comunque fermati qua e là per visitare il Museo dell’insediamento di Borgarnes , poco fuori Reykjavik, forse un doppione avendo già visto il Perlan, ma comunque carino. Abbiamo poi visitato la Víðimýrarkirkja a Skagafjörður, una minuscola chiesina con la copertura di torba e infine il Glaumbær Folk Museum, vicino a Varmahlíð, un’antica fattoria di torba dove è possibile toccare con mano le condizioni in cui vivevano gli abitanti della zona fino al 1930. Infine siamo giunti in serata ad Akureyri.
Giorno 4 – da Akureyri a Húsavík
Prima tappa: Godafoss, le cascate degli dei, così chiamate perché pare che, con l’avvento del cristianesimo, gli antichi islandesi non sapendo che cosa farsene delle divinità vichinghe, le buttarono nella cascata. Poi via verso il Lago Mývatn, il lago dei moscerini, che non c’entra niente con Cristina D’avena, quello era il Walzer! In particolare, ci siamo fatti un giretto a Skútustaðir per vedere i suoi pseudo crateri, ovvero delle collinette che sembrano crateri, ma che in realtà si sono formate quando la lava del sistema vulcanico di Krafla è arrivata a contatto con l’acqua e si è dapprima gonfiata per via del surriscaldamento dell’acqua sottostante, poi a causa di esplosioni di vapore si è afflosciata su se stessa assumendo la forma finale di un soufflè venuto male. Abbiamo poi completato il giro a Dimmuborgir in mezzo alle formazioni laviche dalle forme più disparate, ce n’è persino una a forma di chiesa. Questo è un percorso molto suggestivo in cui si dice abitino i 13 folletti natalizi che nei 13 giorni che precedono il Natale portano doni nelle scarpe dei bambini buoni. Tappa successiva: Hverir, un luogo infernale, in cui il fango ribolle e la terra sbuffa. Paesaggio lunare e puzza di zolfo, da stare male. E nonostante tutto ciò: uno dei posti più belli dell’Islanda, imperdibile.
Infine: Krafla, visitando dapprima il lago Viti, formatosi all’interno di un cratere e poi i campi di lava di Krafla, tanto vasti che l’occhio non ne vede la fine. Anche qui la terra sbuffa proprio sotto ai vostri piedi e le incrostazioni di zolfo assumono colorazioni inimmaginabili. Wonderful!
In serata siamo giunti a Húsavík, paesino di pescatori. All’arrivo siamo stati accolti con un denso odore di pesce, se questa è l’accoglienza… e invece Húsavík è un vero gioiellino: casette deliziose, alle spalle una montagna completamente ricoperta di fiori di lupini dalla tipica colorazione viola, cavalli selvaggi e barchette colorate. Interessante anche il Museo delle Balene.
Giorno 5 – da Húsavík a Vesturdalur
Il quinto giorno ci ha riservato un’esperienza mistica. Abbiamo fatto amicizia con capodogli e megattere con un giro in barca. E se a Húsavík c’è un Museo delle Balene, un motivo c’è! Questo infatti è uno dei luoghi in Islanda in cui si può fare Whalewatching. E’ incredibile l’energia che si percepisce quando queste immense creature sbuffano e sparano in aria il loro spruzzo per poi reimmergersi in profondità.
Tornati a terra siamo partiti visitando la penisola di Tjörnes a nord di Húsavík che offre una vista mozzafiato sul Mar Glaciale Artico. Avremmo voluto visitare il museo dei fossili, ma non l’abbiamo trovato e le pecore a cui abbiamo chiesto non ci hanno saputo dare informazioni. Scuotevano la testa, alzando le spalle, dicendo: Beeeeeh. La nostra destinazione finale per la serata era Vesturdalur. Per raggiungerla abbiamo attraversato altri paesaggi lunari che in Islanda non si negano a nessuno, distese infinite di sabbia nera agghindata con dei sassi sferici disseminati qua e là. Vesturdalur resterà per sempre nei miei ricordi come: la notte in cui l’Italia ha buttato l’europeo alle ortiche.
Giorno 6 – da Vesturdalur a Möðrudalur
La mattina del sesto giorno ero un po’ preoccupata, ci aspettava la visita al parco nazionale di Jökulsárgljúfur. Le informazioni parlavano di strade in terra battuta di difficile percorrenza e noi avevamo noleggiato una normalissima monovolume. Niente 4×4, jeep, macchinoni. Prima tappa il Canyon di Asbyrgi, un posto pazzesco! Un immenso ferro di cavallo, lungo 3,5 km e formato da roccia a strapiombo per un’altezza di 100 metri.
La strada arriva fino al fondo della valle, proprio sotto allo strapiombo, dove abbiamo visitato il laghetto Botnstjörn. Siamo poi saliti a piedi su un promontorio che si erge proprio nel mezzo della valle, la Eyjan, da cui si riesce ad apprezzare a pieno l’intero canyon.
Asbyrgi significa: rifugio degli dei. Pare infatti che dopo essere stati buttati dentro alla cascata di Godafoss, quei furbetti si siano venuti a nascondere proprio in questa zona.
Risaliti in auto, ci siamo spostati a sud fino a Hljóðaklettar. Qui un percorso a piedi conduce attraverso rocce basaltiche dalle forme più disparate, pure qui se ne trova una a forma di chiesa. Più che in uno scenario naturalistico, pare di stare in una galleria d’arte tanto varie e bizzarre sono le forme che la natura ha saputo creare.
Ultima tappa nell’estremità sud del parco è la cascata di Dettifoss: una forza della natura, queste cascate fanno davvero paura per la portata e la potenza che sprigionano. Se vi state chiedendo se ce l’abbiamo fatta a percorrere lo sterrato con la nostra macchinetta, la risposta è: si! Alla fine si balla un po’, ma anche con una macchina normale si può visitare il parco! Certo, ammetto che sono stata molto felice di rivedere hringvegur alla fine della giornata. Infine siamo arrivati a Möðrudalur, una fattoria col tetto di torba nel bel mezzo del nulla, dove abbiamo pernottato e che è stata la nostra base per l’esplorazione della zone dell’Askja.
Giorno 7 – Askja
Lo devo dire, Askja è stata la sorpresa più emozionante di tutta l’Islanda. Per addentrarsi in questa zona la nostra macchinina semplice non era adeguata e abbiamo quindi preso parte a un tour guidato in jeep organizzato dalla fattoria di Möðrudalur. In tutto, oltre alla guida eravamo in 5 persone (cioè: a dire il vero eravamo in 4 + una rana). Siamo partiti quindi a bordo della nostra jeep e, dopo aver guadato un paio di fiumiciattoli siamo arrivati a un campo base, abbiamo proseguito fino alla zona della caldera di Askja, dove non ci siamo fatti mancare un bagnetto a “puccio” nel laghetto caldo, di ritorno al campo base abbiamo visitato la gola dei trolls detta Drekagil e infine abbiamo fatto ritorno alla fattoria passando da Herðubreið: la signora montagna, ovviamente vista dal basso. Per rendere il tutto più avventuroso, compreso nel prezzo del tour, abbiamo bucato con la jeep. Real FRIDA adventure! Yeah!
Giorno 8 – da Möðrudalur a Seyðisfjörður
Lasciata la nostra fattoria delle fiabe, siamo ritornati alla civiltà sulla hringvegur: una strada asfaltata! Wow! A destra, prati e pecore; a sinistra, prati e pecore. Direzione Bakkagerði, con sosta lungo la strada alla stazione con distributore automatico foto-alimentato nel bel mezzo del nulla più assoluto, dove abbiamo acquistato una tavoletta di cioccolato e dove ho scattato la mia prima e unica foto in Islanda in maglietta a maniche corte. Bakkagerði è un paesino con simpatiche casette tra cui la più curiosa è la Lindarbakki, tutta rossa che pare abitata da folletti.
Nella zona di Borgarfjörður eystri si trova un isolotto su cui abita una colonia di pulcinella di mare. Inutile dire che siamo diventati subito amici.
Per finire ci siamo diretti a Seyðisfjörður: una città un po’ hippie, un po’ boho, sicuramente “molto tutto e molto niente”, quel fascino dei luoghi dove c’è poco da fare e la noia e l’ozio riempiono le giornate e l’aria. Da qui partono le grandi navi che congiungono l’Islanda all’Europa. Un paesino fatato e magico.
Giorno 9 – da Seyðisfjörður a Hofn
Lasciata Seyðisfjörður, abbiamo attraversato i Fiordi Orientali, facendo tappa a Djúpivogur, un piccolo paesino con un porticciolo e poco più.
Proseguendo abbiamo fatto una passeggiata nella laguna di Lon in cui due lunghissime strisce di terra e sabbia si allungano nel mare e infine siamo arrivati a Höfn dove abbiamo visitato il Museo dei ghiacciai, senza farci mancare un assaggio del piatto locale: scampi e gamberi.
Giorno 10 – da Höfn a Skaftafell
La mattina sveglia presto per affrontare una giornata ricca di meraviglie. Prima tappa: Jökulsárlón, la laguna glaciale in cui galleggiano iceberg giganti. Qui trovate il racconto più dettagliato di cosa abbiamo visto a Jökulsárlón.
Lasciata la laguna ci siamo diretti verso il parco nazionale di Vatnajökull sud a Skaftafell. Abbiamo pernottato in una graziosissima fattoria con le tendine di pizzo proprio all’interno del parco, quindi, mollati gli zaini, siamo usciti a visitare il parco e ammirare il ghiacciaio Vatnajökull e la cascata di Svartifoss.
Giorno 11 – da Skaftafell a Hella
Lasciato il parco e il ghiacciaio, abbiamo ripreso il nostro giro visitando Kirkjubæjarklaustur e il Kirkjugólf: un campo in cui la lava può essere tranquillamente scambiato per il pavimento della chiesa. Poi è stata la volta di Vík – con i suoi faraglioni e la spiaggia di sabbia nera di Reynishverfi – e di Dyrhólaey, un promontorio roccioso che si immerge nel mare creando un arco. Prima di arrivare a destinazione a Hella, abbiamo visitato la cascata di Skógafoss, l’Eyjafjallajökull – il vulcano che eruttò nel 2010 bloccando i cieli di mezzo mondo – e la cascata di Seljalandsfoss.
Giorno 12 – da Hella a Landmannalaugar
A Hella c’è poco da vedere, per noi è stata una base dove lasciare auto e bagagli durante la nostra gita a Landmannalaugar, che abbiamo raggiunto grazie a un autobus di linea con il quale abbiamo attraversato più di un fiume e che per la strada si è pure perso un cerchione. Il giro a piedi nei dintorni di Landmannalaugar per vedere il vulcano Stutur, il lago Frostastaðavatn e il Ljótipollur è il più bel giro di trekking che abbia fatto in vita mia.
A Landmannalaugar abbiamo dormito al rifugio.
Giorno 13 – da Landmannalaugar a Hella
La mattina seguente, è la volta del Brennisteinsalda una montagna che sembra un arcobaleno.
Attraversiamo campi di lava, facciamo un bagno nel vapore che fuoriesce da questa terra pazzesca per poi tornare al rifugio da dove, con un autobus, torniamo a Hella.
Giorno 14 – da Hella a Reykjavík
L’ultimo giorno in terra islandese è dedicato al circolo d’oro. Visitiamo le cascate Gullfoss, uniche e maestose. Passiamo più di un’ora col naso all’insù a ammirare gli sbuffi di vapore di Geysir e infine visitiamo Þingvellir, la sede del primo parlamento islandese, ma soprattutto il luogo in cui la zolla tettonica europea si separa da quella americana.
Di ritorno a Reykjavík, per smaltire le fatiche del viaggio, abbiamo passato un pomeriggio alla Blue Lagoon, un posto da turisti che qualcuno ci aveva sconsigliato, ma alla fine di tutto questo tour direi che ci stava anche.
Impagabile restituire la macchina a mezzanotte e tornarsene in centro a piedi, mentre il cielo imbruniva.
L’Islanda è una terra spaziale. Impossibile visitarla senza sperare di poterci tornare un giorno.






























04/05/2019 @ 15:50
Ciao, sto organizzando un viaggio in Islanda in agosto (solitario)
Il tour che hai studiato è stupendo e vorrei utilizzarlo per il mio on the road ma non riesco molto bene a organizzarmi per il dove dormire. consiglii?
05/07/2019 @ 22:09
Ciao Tommaso, sono una rana sbadata! credo di averti già risposto in privato, vero? Se hai altri dubbi, fammi sapere! Buon viaggio!
10/01/2020 @ 16:25
Ciao Frida, ciao Tommaso! io dovrò organizzare un tour di 10 giorni ad agosto, anche io in solitaria. Tommaso, se mai leggerai questo messaggio, mi faresti avere i nomi dei posti in cui hai dormito? Frida mi faresti avere anche i tuoi? grazie mille ragazzi
27/02/2018 @ 21:45
Questa isola regala veramente delle emozioni incredibili.
Anche io ho fatto un viaggio in Islanda è ed stato davvero fantastico, grazie per la condivisione.
Reykjavík: cosa vedere nella capitale d'Islanda | One Two Frida
12/02/2018 @ 15:35
[…] E ora che avete conosciuto la capitale, non vi resta che partire per un tour on the road alla scoperta dell’Islanda. […]
21/03/2017 @ 20:24
Articolo davvero dettagliato! Bellissime foto e bellissimo itinerario… complimenti!
14/04/2017 @ 19:36
Grazie! L’itinerario l’ho studiato parecchio per cercare di vedere più cose possibili!
18/03/2017 @ 18:45
In Islanda è impossibile non lasciarci il cuore. Io l’ho visitata in autunno grazie a un on the road magnifico. Il tuo itinerario mi sembra molto completo e ben fatto. Non è assolutamente uno di quelli “mordi e fuggi”!
14/04/2017 @ 19:39
Grazie! Detto dall’esperta dell’artico è un super complimento!
18/03/2017 @ 18:23
Wow, che bell’itinerario! Il mio ragazzo è da un po’ che si è fissato con l’Islanda, ma quello che ci frena sono i costi “leggermente” proibitivi! 🙂
14/04/2017 @ 19:42
E in effetti sono proprio alti! Ma se è il sogno di una vita uno sforzo si può fare 😉
17/03/2017 @ 15:37
Che spettacolo di posti, la Cascata Svartifoss deve essere pazzesca dal vivo, e mi piacerebbe tantissimo vedere – e fotografare – i pulcinella di mare!
14/04/2017 @ 19:43
È meravigliosa, hai detto bene!
Ma se devo dirla tutta… ogni cosa in Islanda è spettacolare!
17/03/2017 @ 9:32
Bellissima guida. Mia suocera è letteralmente innamorata dell’Islanda e ci va ogni anno in occasione del suo compleanno. Anche mio marito ci è stato una decina di anni fa, manco solo io insomma!
14/04/2017 @ 19:44
Ma come? Qui tocca correre ai ripari!
16/03/2017 @ 19:38
Oh mamma, non saprei da dove iniziare, ogni tuo scatto rappresenta un posto incantato.
Ok, nuova wishlist dei viaggi dei sogni, l’Islanda entra di diritto *.*
14/04/2017 @ 19:44
E direi che ci sta tutta!
10/09/2016 @ 9:12
ciao frida!complimenti per il tuo blog!!!
volevo farti una domanda,vorrei tanto visitare l islanda da anni,ma soffrendo di claustrofobia ho paura ad attraversare gallerie piu lunghe di 1km.
percorrendo la strada 1 quella principale quante ne incontro?tu nel tuo giro quante ne hai attraversate?grazie mille
caterina
11/09/2016 @ 9:34
Ciao Caterina,
in Islanda le gallerie non sono un problema… il paesaggio è prevalentemente molto molto ampio, con distese immense in cui passa la strada 1, la famosa hringvegur.
L’unica galleria che ho fatto si trova poco fuori da Reykjavík: è a pagamento e passa sotto a un tratto di mare consentendo di risparmiare un po’ di strada per evitare di fare tutto il giro della baia. Nel tuo caso, potresti eventualmente evitare la galleria e fare il giro lungo la costa… problema risolto! Se vuoi cercarla sulla mappa, è la baia dove si trova Grundartangi.
20/03/2016 @ 15:20
ciao,
bellissimo racconto, una domanda:
avete raggiunto la fattoria di Möðrudalur con un auto normale, ma la strada in che condizioni era?
il trip da Möðrudalur ad Askja quanto dura?
grazie,
Marco.
04/04/2016 @ 21:31
Ciao Marco, la strada per Möðrudalur era in terra battuta e un po’ a gobbe. Insomma quando torni sulla ring asfaltata ringrazi il cielo, ma tutto sommato è fattibile. Ah, io ci sono stata a Luglio, quindi non c’era neve (ovvio).
Da Möðrudalur ad Askja non ricordo esattamente, ma credo un paio d’ore. Tieni conto che poi, dal punto in cui abbiamo lasciato la macchina, abbiamo fatto anche un pezzo a piedi per arrivare fino alla caldera. La gita che ho fatto io, organizzata dalla fattoria di Möðrudalur, durava l’intera giornata.
14/03/2016 @ 17:27
Ciao Frida, complimenti per il travel blog. Il tuo resoconto è decisamente uno dei migliori che ho letto. Sto pianificando un viaggio tra Agosto e Settembre ma avrò solamente 8 giorni pieni. Potresti suggerirmi quali tappe tagliare e quali fare assolutamente?
Intanto grazie…
16/03/2016 @ 22:29
Ciao Isabella e grazie mille!
8 giorni sono un po’ pochini per fare tutto il giro, dovrai macinare tanti chilometri al giorno.
Non sono sicura che a Settembre si possa visitare la parte interna di Askja, per via della neve. E’ possibile che si debba saltare, anche se è uno dei posti più belli che abbia mai visto. Stessa cosa per Landmannalaugar.
Per il resto, probabilmente puoi risparmiare la deviazione a Borgarfjörður eystri, perchè ad agosto le pulcinella lasciano l’Islanda. Salterei anche la giornata a Reykjavik.
Gli imperdibili, a mio parere sono:
– Husakiv e le balene (ma sei sempre al limite come periodo ottimale)
– Hverir e Krafla: pare di stare sulla luna
– Seydisfjordur: insieme a Husavik, il paesino che mi è piaciuto di più
– Jökulsárlón: e i suoi iceberg
– Svartifoss: la cascata esteticamente più particolare e unica
– Skogafoss: altra cascata bellissima e imponente
– e per finire il circolo d’oro
Oltre naturalmente a Askja e Landmannalaugar che sono meravigliose, ma come ti dicevo dubito che riuscirai ad andarci.
In ogni caso… buon viaggio! 😉
18/03/2016 @ 10:54
Grazie Frida per le informazioni utilissime
(lo so che ti chiami Nicoletta ma Frida mi piace di più e io viaggio con una mini-rana verde nel cruscotto della macchina…)
04/04/2016 @ 21:22
Ma che Nicoletta… io mi chiamo Frida !!! 😛 eh eh eh
Salutami tanto la tua rana da macchina!
03/11/2015 @ 23:06
Che bei posti, sogno tanto di visitarli: ho un’amica che ha fatto l’Erasmus in Islanda e se ne è innamorata al punto di farmi salire tanta curiosità verso questa terra!
Le tue foto sono stupende, e la rana che fa capolino in alcune è a dir poco adorabile 🙂
16/03/2016 @ 22:10
Oh oh oh, questo commento mi era scappato! Ohibò!
La tua amica ha fatto l’Erasmus in Islanda??? Ma davvero? Che esperienza pazzesca!
Fai bene a essere curiosa, questo Paese è davvero spettacolare!
21/07/2015 @ 20:55
ciao Frida, da quando hai il travel blog? ormai perdo colpi…
Ma veniamo all’Islanda, io parto tra poco, il 30 Luglio e faccio come te due settimane. Mi piacerebbe sapere, rispetto al tipo di strada e alle distanze fatte, avresti apportato col senno di poi delle modifiche all’Itinerario. Il nostro è un pò più articolato, facciamo un più strada perchè andiamo nei fiordi occidentali colla 4×4, speriamo di non aver esagerato va là 🙂 tu che dici? tra poco metto su anch’io l’itinerario e le tappe che faremo…molte sono le stesse!
Monica (piacere di conoscerti)
22/07/2015 @ 13:36
Ciao Monica, piacere mio! Ho aperto questo blog a Dicembre, sono giovane giovane! 😛
L’Islanda è uno dei viaggi che più mi è rimasto nel cuore, è una terra meravigliosa che sa stupirti sempre! Ti piacerà!
L’itinerario che abbiamo fatto a me è piaciuto molto. Me l’ero praticamente cucito addosso, a noi non piace stare troppo tempo in macchina e le tappe che abbiamo fatto erano perfette! Solo il primo giorno del tour, da Reykjavik ad Akureyri, è stato un po’ lungo, ma eravamo all’inizio e ci è passato abbastanza agevolmente. Se non avete di questi problemi, forse si possono allungare un po’ gli spostamenti.
I Fiordi occidentali devono essere bellissimi. Io li ho esclusi proprio per non allungare troppo la strada… e per tenermi qualcosa da vedere la prossima volta, perché prima o poi ci torno di sicuro!!!
23/07/2015 @ 11:38
ah ecco perchè non ti avevo mai letto, ora ti seguirò volentieri 🙂
ps. che programmino usi per il watermark delle foto, io picmonkey ma va fatto foto per foto e ne ho un pò le scatole piene!
23/07/2015 @ 22:46
Eh, uso anche picmonkey! In effetti il tempo per editare tutte le foto non è trascurabile, ma tutto sommato mi trovo bene!
08/05/2015 @ 10:57
ma che bellezza!! ci penso da un po’ all’Islanda ma non ho mai organizzato (fino ad ora 🙂 )
08/05/2015 @ 23:40
Ci devi proprio andare! E’ un vero spettacolo!
02/04/2015 @ 11:18
… Bellissime foto! SPETTACOLARE ISLANDA! Mi hai messo voglia di tornarci… mamma che viaggio meraviglioso!
03/04/2015 @ 10:22
Grazie! Anche io ho tanta voglia di tornarci! Chissà… un giorno! Spero presto!