Trekking da Mesenzana: Linea Cadorna e San Michele

Il trekking che da Mesenzana porta fino alle trincee della Linea Cadorna è molto semplice e adatto anche ai meno esperti. Si tratta di una bellissima passeggiata in montagna che consente di andare alla scoperta della storia di questi luoghi. Il trekking può concludersi alla Linea Cadorna oppure, per chi lo desidera, può proseguire per un altro tratto fino ad arrivare al bellissimo borgo di Alpe San Michele, frazione di Porto Valtravaglia.
Mettetevi gli scarponcini, che partiamo!

Trekking da Mesenzana alla Linea Cadorna: aula didattica sul Monte San Michele

Abbiamo detto che si tratta di un trekking molto semplice, vediamo un po’ meglio i dettagli.

Visitare la Linea Cadorna partendo da Mesenzana

Per raggiungere la Linea Cadorna, prendete come riferimento il Municipio di Mesenzana. Non potete sbagliarvi, perché l’ingresso al Municipio principale è proprio in Via S.Martino. Imboccando Via S.Martino, infatti, è possibile raggiungere le fortificazioni che si trovano sull’omonimo monte S.Martino! Più facile di così!

La strada militare di Mesenzana


La strada inizialmente è a tutti gli effetti una via cittadina, asfaltata e frequentata dalle automobili. Dopo pochi metri la strada inizierà a salire, ben presto direte addio alle ultime case del paese e inizierete poi ad addentrarvi nel bosco.
Non dovete fare altro che seguire la strada militare per arrivare fino alle fortificazioni situate nel comune di Mesenzana, che sono solo un tratto di tutte le trincee presenti nel territorio varesino.

PRO
Il percorso è semplice per diversi motivi:
– non ci sono deviazioni che possono tratte in inganno e farvi sbagliare strada
– non è un piccolo sentiero, ma una vera e propria strada. In effetti si tratta della vecchia strada militare che per tutto il primo pezzo è stata addirittura asfaltata
– è completamente immersa nel bosco, quindi si cammina al fresco ed è davvero piacevole

CONTRO
Se devo trovare dei contro a questo percorso, vi segnalo che:
– ovviamente la strada è in costante salita. Non si tratta di una salita particolarmente ripida, ma è comunque impegnativa, soprattutto se non siete allenati
– essendo completamente immerso nel bosco, alla lunga il percorso può risultare un po’ noioso, anche se io non mi stanco mai di fare un salto da queste parti.

Tappe intermedie: Madonnina e fontana degli ammalati

Dopo circa mezz’ora di strada incontrerete la Madonnina e la fontana degli ammalati, che rappresenta una buona occasione per fare una pausa. Approfittatene per rinfrescarvi con l’acqua limpida della fontana che sgorga direttamente dalla roccia e riempite le borracce con quest’acqua freschissima. È davvero buona! Parola di rana!
Dopo circa un’altra mezz’ora, l’asfalto lascerà il posto alla strada lastricata. Ok, questa non è una tappa intermedia, ma per me è comunque un punto di riferimento che tengo sempre a mente.
Da questo punto, proseguite ancora per una mezz’ora abbondante (io ieri ci ho messo 45 minuti, ma avevo le gambe pesanti) e arriverete al cartello che segnala la Linea Cadorna e, in particolare, l’aula didattica all’aperto. Salite i gradini e iniziate la vostra visita. Siete arrivati!

La trincea della Linea Cadorna di Mesenzana

Recentemente risistemata, questa aula didattica all’aperto è un luogo molto interessante da visitare e anche molto curioso per grandi e bambini.
In mezzo al bosco, infatti, questa trincea costruita con muretti a secco, vi farà ritornare gli anni della guerra. Costruita all’inizio del 1900 per prepararsi alla Prima Guerra Mondiale, la Linea Cadorna non venne in realtà mai utilizzata in battaglia perché in queste zone il nemico non arrivò. Venne poi nuovamente utilizzata nel corso della Seconda Guerra Mondiale soprattutto dai Partigiani che se ne servirono per scappare e nascondersi.

Trincee della Linea Cadorna


Oltre ai passaggi stretti e ai cunicoli, è possibile osservare le postazioni dove venivano posizionate le armi, dalle mitraglie ai cannoni. Delle reti sono state posizionate per rinforzare il terreno, delle scale conducono ai diversi livelli di fortificazione ed è presente anche una sorta di piccolo ufficio con radio-telefono per le emergenze.

Come arrivare a Mesenzana

Mesenzana è un piccolo comune della Valcuvia. Si raggiunge percorrendo la SS 394.
Da Milano, percorrete la A8 e uscite a Buguggiate, seguendo poi le indicazioni per Laveno/Luino. Dopo essere usciti dal territorio di Gemonio, girate a destra alla rotonda del Carrefour e imboccate così la Valcuvia. La dovrete attraversare tutta, quasi fino alla fine. Una volta entrati nel territorio di Mesenzana, girate a sinistra alla rotonda del Bar Malpensata seguendo le indicazioni per il centro.
Troverete la Via S.Martino alla vostra sinistra dopo meno di un chilometro.
Da Varese invece, il modo più semplice di arrivare a Mesenzana è attraverso la Valganna. Percorrete la SS 233 fino a Ghirla. Qui girate a sinistra alla rotonda, seguendo le indicazioni per Grantola. Proseguite sempre dritto sulla SP 43 e vi ritroverete a Mesenzana alla rotonda del Bar Malpensata. Proseguite ancora dritto alla rotonda fino a raggiungere Via S.Martino.

Trekking fino all’Alpe San Michele

Una volta terminata la visita alla Linea Cadorna di Mesenzana potete decidere di tornare indietro oppure di proseguire fino all’Alpe San Michele, che si trova nel comune di Porto Valtravaglia.

Come arrivare a San Michele

Per arrivarci vi basterà proseguire sulla strada militare. Dopo circa mezz’ora arriverete a un bivio. La strada a sinistra porta alle fortificazioni della Vallalta, mentre prendendo il sentiero sulla destra arriverete a San Michele in circa un’ora (anche se il cartello indica 40 minuti, fidatevi che è troppo ottimista).

Trekking da Mesenzana a San Michele


Dopo la biforcazione il sentiero si addentra in una bellissima faggeta. Un tappeto di foglie secche colora di rosso il sottobosco, punteggiato qua e là da massi grigi e dai tronchi altissimi dei faggi che disegneranno con i loro rami un ombrello verde e fresco sopra alle vostre teste. Per i primi venti minuti il sentiero spiana e passeggiare in questo paesaggio sarà davvero piacevole, dopodiché ritornerà a salire fino ad arrivare a quota 820 metri a San Michele. Ce l’avete fatta! Siete arrivati!

Cosa vedere a San Michele

San Michele è un piccolissimo insediamento in cima alla montagna. Conta in tutto una ventina di case, quasi interamente in pietra. Al centro, vi aspetterà un grande prato (il pratone di San Michele) dove nelle calde notti di giugno, se siete fortunati, potrete incontrare centinaia di lucciole.

Se volete mangiare qualcosa potete optare per un pranzo al sacco oppure rivolgervi al Ristoro San Michele che offre panini, torte, ma anche un buon piatto di polenta. Meglio chiamare prima per prenotare.

Alpe San Michele


Proprio davanti al ristoro troverete il punto focale di tutto il paese: la chiesina di San Michele in stile romanico risalente al X secolo.

Chiesa di San Michele

Conserva al suo interno un ciclo di affreschi datati dal XII al XVI secolo e può sfoggiare uno dei rari campanili a base triangolare.

San Michele a Porto Valtravaglia


Proseguendo invece lungo la strada principale oltre il pratone, troverete sulla sinistra un altro sentiero che porta verso il Pian de’ Cuvinicc. Se avete ancora forza nelle gambe potete arrivare fino a questo bellissimo balcone che si affaccia sul Lago Maggiore: da San Michele ci si mette circa un quarto d’ora ed è uno dei punti panoramici più belli di tutto il Lago Maggiore.
Per tornare a Mesenzana potere riprendere la strada militare che avete percorso all’andata, oppure scegliere un percorso diverso e scendere lungo il trekking insubres che passa per il Bosco Sacro, l’Altare degli Avi, le Sorgenti e la Cavojasca. Ma questo è un altro trekking e ve lo racconto un’altra volta.


Altre escursioni lungo la Linea Cadorna

Le trincee della Linea Cadorna sono presenti anche in molte altre località della provincia di Varese.

Vallalta, Monte San Martino

Tanto per cominciare, la Vallalta – raggiungibile con una deviazione dalla strada militare che abbiamo appena percorso insieme – ospita i resti di una caserma, gallerie, una cannoniera, oltre a un monumento ai caduti. Questo infatti è l’unico tratto di Linea Cadorna in Lombardia in cui si è combattuto (la Battaglia di San Martino del novembre 1943).

Le fortificazioni di San Giuseppe a Cassano Valcuvia

Anche sul territorio del comune di Cassano, poco distante da Mesenzana, si possono visitare dei tratti di trincea. Il comune di Cassano ospita inoltre un museo dedicato alla Linea Cadorna.

Il complesso fortificato del Monte Orsa a Viggiù

La zona del Monte Orsa, molto bella e panoramica, ospita le trincee che portano a postazioni per cannoni e mitragliatrici e nicchie per fucilieri. Il complesso si trova tra la cima del Monte Orsa (984m slm) e il Monte Pravello (1010m slm).

Il Monte Grumello a Porto Ceresio

Le trincee sul Monte Grumello servivano per proteggere le cannoniere del vicino Monte Orsa. Questa è probabilmente la zona meglio conservata di tutta la provincia di Varese. Dalla cima si gode una bellissima vista sul Lago Ceresio.

Il complesso del Sette Termini

La zona comprende diverse linee di fortificazione anche se non tutte ben conservate e alcune ormai inglobate in terreni privati. Fanno parte del complesso: le trincee di Viconago e Marchirolo, l’osservatorio del Monte La Nave, la casermetta in cima al Sette Termini e la zona ormai frammentata tra Montegrino e Cascina Morella.

Fortificazioni di Germignaga

Sulla strada che da Brezzo di Bedero porta al Villaggio Olandese è possibile visitare alcune fortificazioni abbastanza nascoste: un lungo corridoio, un ampio locale e una scala che conduce fuori al livello delle trincee

Le cannoniere del Monte Piambello

In cima al Piambello troviamo una cannoniera, una postazione e un comando. La posizione è particolarmente panoramica e facile da raggiungere tramite una strada militare e le costruzioni sono ben tenute.

Il Forte di Orino

Il forte di Orino si raggiunge con una bella passeggiata di 4 chilometri che parte dall’Osservatorio Astronomico del Campo dei Fiori, oppure un con trekking decisamente più impegnativo che parte dal paese di Orino. Se volete farvi due risate, a questo link trovate il racconto delle mie disavventure durante il trekking del Forte di Orino che penso non ripeterò mai più! Arrivati in cima, troverete una piccola postazione in barretta. Nulla di eccezionale dal punto di vista delle fortificazioni, in compenso da qui si gode di una vista quasi a 360°.