Cosa fare a Dossena in Val Brembana

Dossena: un villaggio di 921 abitanti in bilico tra Val Brembana e Val Serina, a 82 chilometri da Milano, nasconde un paio di segreti.
Scopriamo un passo alla volta quali e cosa frulla continuamente nella testa dei Dossenesi che paiono proprio i degni eredi di quel Bertoldo che aveva cervello fino e spirito indomito.

Cosa vedere a Dossena

La Chiesa di San Giovanni Battista

C’erano un Veronese, un Tiziano e un Rubens, o forse no.
Nella Chiesa di San Giovanni Battista di Dossena ci sono due chicche davvero inspiegabili per un piccolo villaggio in montagna:

• La “Decollazione di San Giovanni Battista” attribuita al famoso pittore Veronese.
Delle opere del Veronese ha la chiara impostazione con il quadro diviso in due scene: da una parte un banchetto immerso in colori brillanti e dall’altra il carnefice che tira un San Giovanni Battista che si chiede il perché del suo destino.

• Il “San Rocco tra San Vito e San Modesto” attribuita alla bottega del Veronese, ma, e qui c’è un po’ di mistero, una ricercatrice è più propensa a attribuirlo alla figlia del Veronese o al Tiziano e sta portando avanti studi e ricerche in quest’ottica.
Chissà!

Come mai due opere così proprio qui a Dossena?
La piccola Dossena era una potenza a livello “spirituale” e non solo fino al Cinquecento: dalla sua chiesa e dal suo arciprete dipendevano ben 56 parrocchie della valle.
Qui, inoltre, passavano i traffici verso la Svizzera prima che venisse creata la strada Priula più in basso.
Insomma, Dossena era un centro di scambio non irrilevante.

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Abbiamo mandato @cripedrali come nostra inviata speciale alla scoperta della Val Brembana. Ci ha parlato delle antiche miniere di Dossena e di un formaggio pregiato che viene affinato in grotta che si chiama ol Minadur. 😱 Ci ha fatto assaggiare salumi e casoncelli con burro nostrano (a dire il vero li ha mangiati lei, ma io li ho sognati la notte 😜) e poi ci ha portati a fare merenda con crostata alla confettura di more fatta in casa. Ci ha fatto fare un giro per il borgo di Dossena che ospita 70 murales realizzati tra il '79 e l'82 e per finire ci ha svelato che nel 2021 verrà realizzato il ponte tibetano più lungo d'Italia: 500 metri di lunghezza a 140 metri di altezza. Ce n'è davvero per tutti i gusti! Dossena è una meta da scoprire e da gustare e io non vedo l'ora di andarci! Che ne dite? Meglio il panorama o meglio il formaggio? 😜 Trovate le storie della giornata salvate in evidenza Si ringrazia per l'ospitalità @visitdossena @in_lombardia @minieredossena @mirasole_ @giovani.dossena #ad #inlombardia #viaggioinlombardia #visitdossena #valbrembana #dossena #igersbergamo #igerslombardia #minieredossena #minieredidossena #naturadavivere #lombardiadavedere #lombardiadavivere #bergamodascoprire #lombardiadascoprire #bergamodavedere #bergamodavivere

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Il paese dei murales

Sicuramente prima di entrare in chiesa, avrete scorto un murale sulla parete alla vostra destra, al limite della terrazza.
E forse, vi sarete imbattuti anche in altri murales.
Come mai ci sono dei murales sulle pareti delle case di un villaggio di montagna? Chi li ha fatti?
Perché?

Sveliamo subito il mistero: tra il 1981 e il 1984, Filippo Alcaini, assessore, poeta e artista lui stesso, ha organizzato 3 rassegne di murales invitando artisti da aree vicine.
Il risultato lo si vede sui muri delle case di Dossena.

L'Annunciazione del pittore bergamasco Arzuffi è uno dei 70 murale che si nascondono tra le case di Dossena, credit foto Cristiana Pedrali

L’Annunciazione del pittore bergamasco Arzuffi è uno dei 70 murale che si nascondono tra le case di Dossena, credit foto Cristiana Pedrali

 

Anche quando le rassegne non sono state più riproposte, alcuni abitanti di Dossena hanno deciso di mantenere viva la tradizione e hanno fatto dipingere un’opera sul muro della loro casa.

Così oggi a Dossena si contano 70 murales con stili e temi diversi.
Perché non perdersi tra i vicoli e scoprire tutte e 70 le opere e decidere la vostra preferita?
Il premio? Beh, che ne dite di una forma di ol minadur?
Non sapete cos’è? Allora dovete proprio proseguire nella lettura e portare un po’ di pazienza, perché la prenderemo un po’ lunga.

Le miniere di Dossena: viaggio al centro della Valle Brembana

Circa 180.000.000 di anni fa, tra il periodo Giurassico ed il Cretacico, come ci racconta Nicoletta, la guida alle Miniere di Dossena, la Val Brembana che oggi appare così verde era una distesa di acqua: un oceano.

Le esalazioni gassose provenienti dal centro della Terra restavano imprigionate in bolle che si depositavano, unitamente a residui organici.

Il tempo, le acque che si ritirarono, la crosta terrestre che si crepò ed innalzò per via dei movimenti delle zolle, i cambi climatici e la scomparsa delle acque lasciò al centro della terra strati di materiale diverso, tra cui la fluorite che era appunto il minerale estratto qui, a Dossena.

Così la passeggiata nei tunnel delle miniere di Dossena è una passeggiata nella storia della terra, ma anche degli uomini che qui ci hanno lavorato.

La Cantina dol Minadur è la grotta della Miniera di Dossena in cui stagione il formaggio, credit foto Cristiana Pedrali

La Cantina dol Minadur è la grotta della Miniera di Dossena in cui stagione il formaggio, credit foto Cristiana Pedrali

Ad esempio i galet (=galletti in dialetto bergamasco) o fuochini, ovvero i ragazzini che dovevano assicurarsi che tutte le cariche piazzate dai minatori saltassero prima che i minatori tornassero al lavoro. Lo facevano i ragazzini, perché i minatori erano di norma sordi proprio per via degli scoppi.

O le taessine, le donne il cui ruolo era selezionare il materiale che i minatori caricavano sui carrelli: una parte era minerale prezioso, come la fluorite, ma il resto era materiale grezzo ed inutile che andava eliminato prima di spedire il tutto a valle via teleferica. Ecco, lo facevano loro, le taessine.

I minatori, ol minadur in dialetto locale, lavoravano sotto terra anche 10 ore di seguito, senza protezione adeguata e in condizioni climatiche ed ambientali pessime: umidità, acqua che gocciolava, buio tranne per le lampade ad acetilene, ricoperti di polveri di ogni sorta.

Negli anni ’80 le miniere sono state dismesse.

Nel 2014 qualcuno ha pensato che, dopo secoli di vite sacrificate lì, ora le miniere potevano fare qualcosa di diverso per Dossena.
Così nel 2016 è stato aperto il primo tratto di 700 metri in sicurezza per consentire a tutti di ascoltare le storie della miniera, sentirne il rumore, quell’incessante gocciolio che non ti abbandona mai mentre cammini, e farsi spazzare il viso dal vento freddo nella Galleria del Vento.

Le miniere di Dossena sono visitabili da maggio fino ad ottobre con le guide dell'Associazione miniere di Dossena, credit foto Cristiana Pedrali

Le miniere di Dossena sono visitabili da maggio fino ad ottobre con le guide dell’Associazione miniere di Dossena, credit foto Cristiana Pedrali

In fondo alla Galleria dei Sospiri, la seconda visitabile, c’è un segreto, un altro qui a Dossena: un giacimento prezioso.
Ma questa volta non è di fluorite e questa volta i tecnici della NASA non verranno a cercarla per ricoprire le pareti dello shuttle.
Si tratta di forme di formaggio portate qui a stagionare: ol minadur, appunto.

Per prenotare e avere informazioni per visitare le Miniere di Dossena Tel 333 4299835
Oppure minieredidossena@gmail.com

Una nota: chiedete anche indicazioni per raggiungere le miniere e posteggiare in sicurezza l’auto se vi muovete in autonomia e l’abbigliamento più consigliato; niente di meglio che farsi consigliare dai local, no?

Cosa mangiare a Dossena

Dagli Alpini per la vera cucina made in Val Brembana

Andate dritti dritti alla Trattoria Alpina, senza esitazione per almeno due motivi, anzi tre.

• Qui vivrete un’esperienza Val Brembana 100%
Non solo il cibo è davvero quello che si mangia veramente a Dossena e che tutti i Bergamaschi DOC riconoscono, ma la scelta di portare in tavola solo prodotti locali ha un duplice valore: da una parte c’è, certo, l’autenticità, dall’altra è così che si aiuta l’economia locale.
I formaggi sono quelli dei maestri e delle maestre casearie le cui stalle son appese sui declivi o appoggiate al fondovalle, la pasta dei mitici casoncelli (mi verrebbe da scrivere ravioli se non temessi di incorrere in fulmini e saette di chi di pasta ripiena si intende) è tirata a mano ogni giorno, perché qui i casoncelli sono in menù ogni giorno e il burro, fondamentale per condirli, è quello che si ottiene dalla panna che affiora dal latte delle mucche che crescono in questa valle e non altrove.

• Il secondo motivo per venire alla Trattoria Alpina è che è una delle attività della cooperativa di comunità I rais (=le radici in dialetto bergamasco) fondata da una manciata di giovani Dossenesi che così non solo si occupano dei bisogni del paese, ma creano attività, lavoro e possibilità di restare nel loro paese e non emigrare.

• Il terzo motivo sono loro: i ragazzi che gestiscono la Trattoria degli Alpini.
In sala trovate Walter che è un folletto instancabile e che è anche assessore al turismo, così, tra un tagliere con una lonza e una pancetta profumatissima e un piatto dei succitati casoncelli potete chiedergli la storia della miniera, del quadro che forse è della figlia del Veronese, dei murales, di Filippo Alcaini, il nume tutelare di Dossena o ancora del formaggio ol minadur .
Le storie a Dossena non mancano.

Tagliere di salumi con lonza, salame e pancetta da non perdere alla Trattoria degli Alpini a Dossena, credit foto Cristiana Pedrali

Tagliere di salumi con lonza, salame e pancetta da non perdere alla Trattoria degli Alpini a Dossena, credit foto Cristiana Pedrali

La Trattoria degli Alpini è in via Don Rigoli, n° 30
Per prenotare telefonate al 331 984 4525

Il caseificio La Paloma Blanca di Luisa e Gloria (sì, due maestre casearie) è a Dossena, in Via Carale 7.
Per andarle a trovare o farsi portare i loro formaggi tel 339 6648195

Ol minadur, il formaggio che viene dalla miniera

Ol minadur (=il minatore in dialetto bergamasco) ha una particolarità: viene affinato per tre mesi in quella Grotta del Vento di cui si diceva prima. Lì in fondo, dietro ad una cancellata, le forme riposano all’aria della miniera. Una persona le va a girare e a verificare che sia tutto in ordine quasi ogni giorno. Dopo i tre mesi, le forme tornano ai caseifici e da lì vanno in vendita o alla Trattoria degli Alpini.

Ol Minadur, il formaggio della Val Brembana affinato nelle grotte delle miniere, credit foto I Rais

Ol Minadur, il formaggio della Val Brembana affinato nelle grotte delle miniere, credit foto I Rais

Attenzione: la domanda è molto maggiore rispetto alla produzione per cui una chiamata alla Trattoria degli Alpini e a Luisa alla Paloma Blanca per assicurarsi di avere il vostro ol minadur è una piccola accortezza che vi può mettere al riparo da una delusione.
Comunque, consiglio da insider: la formaggella con ortica e il palomino, formaggio con zafferano, di Luisa sono un ottimo sostituto in cui affogare il dispiacere se non doveste trovare ol minadur.

I prossimi appuntamenti da non mancare a Dossena:
8-9-10 novembre: Calici diVini, degustazione di vini di tutta Italia e caldarroste.
24 novembre: CioccolanDossena, sagra del cioccolato e mercatini di Natale.

 

Se vi è piaciuto questo articolo potreste essere interessati ad altre gite nei dintorni di Bergamo. Provate a leggere qualcosa su Bergamo Alta oppure su Crespi d’Adda o sul Castello di Malpaga.

 

Articolo redatto da Cristiana di Viaggevolmente

Si ringraziano Visit Dossena e InLombardia per l’invito e l’ospitalità.  Il blog tour è stato realizzato nell’ambito del bando ViaggioInLombardia finanziato da Regione Lombardia.