L’Italia a 50 all’ora: viaggio in Ape calessino

Sono passati già 5 giorni da quando sono rientrata dal viaggio in Ape calessino in giro per l’Italia, ma ancora non sono riuscita a rimettere in ordine i pensieri.

I ricordi mi frullano in testa e riaffiorano scomposti.

Ora le biciclette di Ferrara e il suo centro storico così bello da non poterci credere, ora un tratto della statale ionica con quel mare azzurro come non me lo sarei mai potuto immaginare.

Ora la granita alla mandorla con cui ho fatto colazione a Catania; ora i campi infiniti di girasole che mi hanno lasciata a bocca aperta nelle Marche.

The giraSono ricordi meravigliosi e vivi, sono carichi di colori e di emozioni, sono freschi, spensierati e soprattutto sono tantissimi. Così tanti che mi viene voglia di contarli. E allora mi metto a dare un po’ i numeri. Eccoli qua:

1 Ape calessino come mezzo di trasporto (4 equipaggi in tutto)

9 giorni per andare da Catania a Milano

10 regioni attraversate

30 province, per essere precisi

2000 chilometri percorsi (quasi!)

gli equipaggiEd è per questo che scriverne mi risulta ancora difficile. Da dove parto? Cosa racconto? Ma soprattutto: come faccio a trasmettere la meraviglia che ho vissuto?

Un’esperienza indimenticabile

Una cosa di sicuro la voglio dire: viaggiare con l’Ape calessino è stata una delle esperienze più belle della mia vita.

E’ stato un viaggio unico, a tratti selvaggio, forse anche un po’ estremo se rapportato alle mie abitudini, ma ne è valsa decisamente la pena.

L’Italia a bassa velocità

Ho visto l’Italia, quella vera! Quella dei paesini e delle strade secondarie, perché con l’Ape calessino mica puoi andare in autostrada! Ho visto borghi e piazze, ma anche panni stesi e periferie. Bouganville, rododendri, muretti a secco e spiagge.la bellezza dell'italia

Ho attraversato il Po e lo stretto di Messina.

Ho dormito in centro a Vieste e in un campeggio in Basilicata.

Ho mangiato in riva al mare in Sicilia e in piazza a Urbino.

E ho fatto tutto questo a bordo di un Ape calessino bianco che ha sfiorato la pazza velocità dei 65 chilometri all’ora (solo sfiorata, eh! Mamma stai tranquilla che andavo piano!)

Ad un ritmo lento, ad una media di 50 all’ora. Perché la fretta mi accompagna già per tutto l’anno. E almeno in viaggio è meglio fare le cose con calma. A 50 km/ora le distanze si allungano. I percorsi sembrano interminabili. Ogni tappa è una sfida.alla guida di un'ape calessino

Ma c’è tutto il tempo per guardare il paesaggio che cambia piano piano: i fichi d’india che cedono il posto agli ulivi e poi ai girasoli e ai campi di granoturco.

C’è il tempo di sentire il vento sulla pelle. Di cercare la strada migliore: non la più veloce, ma quella che ti possa portare a visitare un paesino, che “chissà quando ti ricapita di passare da queste parti”. E così, tra Alberobello e Trani, incontri un pastore col suo gregge di capre che proprio non ne vogliono sapere di mettersi in posa per una foto. E ti ritrovi a spingere il calessino perché: se le capre non vengono al calessino, è il calessino che va alle capre.

Ape calessino

Grazie a Tatiana Berlaffa per aver immortalato questo momento

Ogni regione ha qualcosa di speciale

Io che ero rimasta sbalordita dal viaggio in Islanda perché ogni giorno vedi qualcosa di diverso e che amo tanto Tokyo per i suoi quartieri così differenti tra loro, ho toccato con mano le specificità di ogni regione che ho visitato in questo viaggio e sono rimasta incantata.

Ammaliata da quelle diversità che a volte ci allontanano, ma di cui dovremmo andare fieri, perché sono la nostra forza e la nostra bellezza.

La Sicilia è una granita alla mandorla a colazione e la pasta ai pistacchi a pranzo, la bellezza senza tempo di Taormina, la bouganville che si staglia contro il cielo e il traghetto che abbandona Messina al tramonto.

La Calabria è l’azzurro del mare sulla costa ionica, i vigneti, il vento che “facevo fatica a tenere il calessino”, l’accoglienza della gente.

viaggio in ape calessino

La Basilicata è un gelato all’aglianico mangiato a Matera dopo aver visitato i Sassi, una notte in campeggio e i peperoni cruschi.

La Puglia è nei campi di ulivi prima di arrivare ad Alberobello, i trulli, il primosale più buono che abbia mai assaggiato, il centro di Trani, la luna che sorge dal mare a Vieste.

on the road in italia

Il Molise non so esista veramente, ma sono quasi certa di esserci passata.

L’Abruzzo è la costa dei trabocchi, gli arrosticini e la gente che (mannaggia a voi!) va in bicicletta in contromano.

Le Marche sono campi di girasole, la cortesia delle persone, il centro di Urbino con i suoi palazzi che ti chiedi se sia tutto vero.

L’Emilia Romagna è nei mosaici di Ravenna, le biciclette di Ferrara, il tagliere di salumi che ancora me lo sogno la notte, la gentilezza delle persone che ti ringraziano per averle ringraziate.

viaggio in italia

Il Veneto è il Po’ e le campagne tutte intorno, il signore che ti dice di seguirlo quando gli chiedi dove sia il benzinaio più vicino.

La Lombardia è il centro di Mantova e la torre dell’orologio, la sbrisolona e i tortelli di zucca che ho comprato dal panettiere, la coppia che al semaforo in Viale Zara a Milano ci ha riempito di domande e sorrisi.

Se c’è una cosa che ora mi è chiara è che l’Italia è bella soprattutto perché è varia!

L’Italia della gente

Ho incontrato tantissime persone che ci hanno riempite di sorrisi, di domande curiose, di auguri per la nostra sfida.

E l’aspetto umano di questo viaggio è forse il ricordo più bello. Il calessino fa subito simpatia e grazie a lui ho fatto tantissimi incontri.il calessino fa simpatia

A Policoro ho conosciuto Lucrezia, che è tornata indietro 2 volte perché non ricordava il nome dei nostri blog. A Le Castella la signora Teresa ci ha fatto assaggiare la marmellata di cipolle. A Giarre 3 amici gentilissimi ci hanno spinti per evitarci di mettere la retro e a metà strada tra Taormina e Messina Aurora con il suo papà ci hanno fatto accostare per fare una foto con noi. A Margherita di Savoia Giovanna e Donato ci hanno accolte come in famiglia mentre facevamo benzina e all’Hotel dei Duchi di Urbino Domenico è impazzito per farci accendere le lucine sul calessino.  A Pietragrande ci siamo fatte tante foto e tante risate con la famiglia più simpatica d’Italia: i Cesaroni di Catanzaro, come si sono presentati loro! E poi ancora Nicola che ci ha fermate per strada e Giulio e il suo papà che volevano fare una foto. Luigi del Policoro Village, che ci ha fatte andare sotto al palco con il calessino. Antonio, Christian e Rocco che per noi hanno aperto le grotte di Sant’Angelo a Cassano e ci hanno organizzato una visita guidata. Leonardo del ristorante Calypso ai Giardini di Naxos e Giuseppe e Katia dell’Airport House di Reggio Calabria. Antonio e Mario che ci hanno strombazzato per dirci che anche loro hanno un calessino. Gli amici che abbiamo conosciuto durante la visita a Matera. Vincenzo e gli amici romani conosciuti in spiaggia a Marina di Sibari e Pina che stava giocando a carte a Vasto. Le cameriere sorridenti dell’Osteria Savonarola a Ferrara, che hanno trasportato fuori un tavolo apposta per noi quando abbiamo chiesto se potevamo mangiare fuori. E poi Manuel incontrato a Senigallia. E per finire i blogger: Tiziana che ci ha fatto da guida ad Alberobello e Dante e Manuel incontrati a Montesilvano.l'italia della gente che vive positivo

Vi ringrazio tutti, amici di questo pazzo viaggio! Questa è l’Italia che amo, l’Italia della gente che sorride e che vive positivo!

Quando non tutto fila liscio

Questa è l’Italia che ho conosciuto in solo 9 giorni. Questa è l’avventura che ho vissuto con solo uno zaino al seguito. Uno zaino che ho scoperto, ahimè, essere ancora troppo pesante. Avrei potuto lasciare a casa ancora tante cose. Ma, come dicevo, non sono abituata a questo tipo di viaggio. Mi sono improvvisata! E la verità è che ho scoperto una cosa: che basta davvero poco per viaggiare. L’essenziale. Perché le cose indispensabili le incontri in viaggio e non te le porti di certo da casa.

Sono partita addirittura senza orologio e non me ne sono pentita nemmeno una volta. Ho lasciato da parte la comodità e ho riscoperto le cose autentiche.un viaggio emozionante

Certo un viaggio del genere non è semplice e neppure comodo. Bisogna un po’ adattarsi! Chiedete alla mia compagna di avventure Tatiana! Sono sicura che in più di una occasione mi avrebbe volentieri buttato giù dal calessino! Ma è anche un grande esercizio di tolleranza e self-control (come si diceva negli anni ottanta, no? Oddio come sono demodé!). E poi è faticoso e intenso fisicamente. Sono tornata un po’ stanchina, certo! Con una fiacca al pollice per colpa della frizione e il segno dell’abbronzatura sui piedi su cui ora posso sfoggiare dei sandali tatuati per tutta l’estate.

Un viaggio che ti cambia

Ma nonostante ciò, ora che sono tornata mi sento diversa. Sento che qualcosa è cambiato. Mi sento più Italiana, che dite: mi sono bevuta il cervello? Il fatto è che questo viaggio mi ha fatto conoscere meglio il nostro Paese e ho scoperto che non è bellissimo, ma molto di più!

Certo è un Paese dove le strade sono piene di buche (e col calessino non ne schivi neanche una!), ma è anche pieno di vita, di occhi curiosi e di gente che è pronta a regalarti un sorriso. E pieno di bellezza, di cultura, di una natura che ti sorprende. E’ un Paese che, nonostante tutti i suoi difetti, sa farsi voler bene.viviamo positivo

E allora sono felice e sapete un po’? Credo proprio che d’ora in avanti il motto sarà questo: viviamo positivo! Viviamo l’avventura! Buttiamoci! Lasciamo che la vita vinca e le cose non ci soffochino più.

Viviamo positivo! E gustiamoci la nostra Italia!

Ciao calessino, caro amico di quest’avventura! Sei stato un compagno formidabile e spero tanto di rivederti presto!

 

Una menzione speciale va ai miei compagni di viaggio: Cinzia e Julie, Marco e Francesco e per finire Alessia, Francesca e Carla, tutti blogger o Instagrammer. Date un occhiata ai loro profili e non ve ne pentirete!

E per finire, un grazie grande grande a The Gira e in particolare ad Alberto, Angela e Giulia per avermi permesso di vivere questa esperienza incredibile.