Un anno di blog: quanto si guadagna

Carissimi amici, non so se ve ne siete accorti, ma è già passato un anno da quando OneTwoFrida ha aperto i battenti. Sembra incredibile anche a me, ma è così.

Ma quindi? – direte voi – com’è andata?

E’ da qualche giorno che ci penso su e così oggi ho deciso di fare il bilancio di questo primo anno online. Ma prima che fraintendiate le mie parole vorrei essere chiara: questo non sarà un post smielato, tutto cuoricini e “glitterini” rosa, in cui vi sviolinerò tutte le cose belle che ho imparato in questo anno, quante belle persone ho avuto la possibilità di incontrare e quanto questa esperienza mi abbia arricchito personalmente.

No, no no. Niente di tutto ciò.
Questo è un report professionale – redatto da una esperta di Marketing (che sarei io) – sul primo anno del mio blog e in particolare su una campagna di marketing che si chiama “Piazza la rana e spacca”.

Obiettivo iniziale

Obiettivo dell’iniziativa era quello di diventare ricca.
Chiunque apra un blog e si informi un pochino se lo sentirà ripetere alla nausea: bisogna avere un obiettivo preciso e le idee chiare e io, modestamente, le avevo. Volevo diventare ricca, non necessariamente famosa, ma decisamente ricca.

Al momento dell’avvio del progetto, tuttavia, non era ancora stata quantificata una soglia oltre la quale ci si potesse ritenere effettivamente ricchi, quindi per la misurazione dei risultati di questo primo anno dovremo andare un po’ a caso → to do (importantissimo!): definire una soglia di ricchezza come obiettivo per il secondo anno di blog, in modo da poter quantificare meglio i risultati.
Ad esempio: ricca= 1 milione di euro.

Timing

La campagna ha avuto inizio il 12 dicembre 2014.

Eccomi qui, giovane rana blogger, per la prima vola alle prese con WordPress

 

E’ stato effettuato un periodo iniziale di “sperimentazione” durato 3 mesi, che è servito per apprendere i principali rudimenti del blogging: wordpress, plugin, seo.

Nota: La maggior parte dei “progetti blog” dopo la fase iniziale dei 3 mesi di “sperimentazione” vengono abbandonati. Il motivo principale è legato ad un altissimo “tasso di impegno” a cui corrispondono “scarsissimi risultati”: quasi nessun lettore, nessun commento, nessuna condivisione. Il nulla.

Il mix di “alto tasso di impegno” e “scarsissimi risultati” genera un fenomeno che in biologia viene denominato “depressione” simile a una forte delusione.

E’ dimostrato che la depressione, se non sostenuta da massicce dosi di serotonina, provochi l’abbandono dei progetti blog.

Il progetto “Piazza la rana e spacca”, invece, nonostante alla fine dei primi 3 mesi avesse confermato in pieno l’altissimo “tasso di impegno” e gli “scarsissimi risultati” non è stato abbandonato, ma portato avanti con costanza. Dalle analisi condotte, pare che la motivazione sia da attribuire proprio all’altissimo tasso di serotonina presente nel sangue della blogger Frida, probabilmente causato dalle robuste dosi di cioccolato che la stessa consuma regolarmente.

Il progetto è quindi proseguito ed è attivo da un anno esatto.

Target

L’individuazione del target è stata complessa e ha sollevato diverse criticità. Si è quindi deciso di procedere per approssimazioni successive secondo una metodologia empirica, altrimenti detta “per tentativi/a caso”.

Target iniziale dell’iniziativa sono stati tutti coloro che avevano sviluppato una vera passione per i viaggi.

Tale target è stato poi profilato utilizzando la variabile di “propensione ad affezionarsi ad un animaletto buffo che assume le sembianze di una rana”. Ad una prima analisi preliminare, la variabile sembrava troppo di nicchia, ma col tempo si è rivelata in grado di intercettare un target abbastanza ampio.

All’interno del target così profilato, sono stati individuati dei sottocluster, di seguito descritti nel dettaglio.

Sottocluster “Parenti e amici”: la propensione all’affezionamento di parenti e amici si è rivelata di difficile previsione. Nel sottocluster infatti si sono presentate casistiche molto disparate:

i lettori assidui: in particolar modo la mia mamma e la mia amica Monica, che non si sono perse un singolo post pubblicato in questo anno → questo target si è rivelato ottimo, ma purtroppo ha evidenti problemi volumetrici: il detto “di mamma ce n’è una sola” pare abbia una fondata base matematica alle spalle

gli entusiasti dei primi tempi: amici che hanno inizialmente manifestato interesse tipo “Maddaiii! Hai aperto un blog!!! Che ffffigo!!!”, ma dopo un po’ sono spariti nel nulla → fare attenzione a questo cluster che inizialmente promette bene, ma abbandona in tempi brevi e potrebbe falsare le proiezioni di fine anno

gli apprezzatori poco convinti: “si, ho visto il link che mi hai mandato! E’ molto bello, ma non ho capito a cosa serve!” in questa categoria si sono posizionati tanti amici oltre che il mio babbo che, a differenza della mamma, non mi legge quasi mai → lesson learned: se una persona ti è amica nella vita reale, non è detto che debba leggere il tuo blog e se non lo fa non è perché non ti vuole bene

gli scettici: amici che hanno reagito alla notizia con un: “ah, hai aperto un blog, ma perché?” → target senza un evidente “bisogno” di blog

i ritardatari: “ah, si, ho visto il link che mi hai mandato, ma mica avevo capito che il blog lo scrivevi tu!” → cluster da analizzare meglio perché, anche se dopo molto tempo, potrebbe portare a qualche affezionato

Il sottocluster dei parenti e amici è stato a lungo studiato, ma alla fine abbandonato, perché anche se ho una famiglia decisamente numerosa, non portava a buoni risultati.

Sottocluster “Colleghi”: questo target non è stato oggetto di azioni specifiche, anzi è stato volutamente escluso dalla campagna.

Sottocluster “Amanti del Giappone”: questa è una nicchia che ha riscosso un discreto successo → sviluppare meglio il tema nel secondo anno di blogging

Sottocluster “Blogger”: si tratta in assoluto del miglior target. La quasi totalità dei miei follower ha un blog, prevalentemente un blog di viaggi. Sono lettori assidui, commentano i post, interagiscono, condividono, ritwittano. Sono il target perfetto per un blog di viaggi → pare che i travel blog siano letti prevalentemente da travel blogger secondo la prima teoria del marketing perfetto che recita: “te la canti e te la sòni”. Puntare tutto sui travel blogger! Tanto ogni anno ne nascono a milioni! Il risultato è assicurato!

un anno di blog - quanto si guadagna

Promozione

Per la promozione è stata adottata una metodologia social di grande impatto, ma allo stesso tempo molto complessa: la tecnica detta “Spara nel mucchio”. Tale tecnica è stata applicata in dosi massicce sui principali social: facebook, twitter, instagram, google+

Costi sostenuti

Investimento iniziale sostenuto per l’acquisto di beni immateriali (dominio e spazio hosting) di circa 80€.
Costi variabili legati alle ore di lavoro spese nel progetto, difficilmente quantificabili. Facendo una stima molto approssimativa per difetto si possono stimare 500 ore che valorizzate alla modica cifra di 5€/ora porta ad un costo del personale di circa 2.500€.
Spese di rappresentanza per partecipazione ad eventi quali BIT e TBDI di circa 170€.
Costi totali: 2.750€ stimati per difetto.

Ricavi

Al momento non pervenuti. Ma sono fiduciosa.

Conclusioni

Il progetto si è dimostrato solido, ma soprattutto con ampi margini di miglioramento.
Il target inizialmente fumoso è ora stato ben definito e, ottima notizia, in costante ampliamento.
La campagna non si è rivelata al momento remunerativa, ma si è definito di riprovarci e chissà che nel secondo anno non succeda un miracolo!
Come si suol dire “o la va o la spacca” e Frida, ormai lo sappiamo tutti… SPACCA!