Butler’s Wharf e St. Katharine Docks – Londra #1

Nella zona che circonda il Tower Bridge, oltre alla City Hall con le architetture iper-moderne di Foster e alla Torre di Londra con i suoi gioielli e le mura inzuppate nella storia, ci sono un paio di posticini che rischiano di passare in secondo piano, ma che sono ugualmente carini e caratteristici.

Sto parlando dei Docks, o meglio del St. Katharine Dock sulla sponda nord del Tamigi e del Butler’s Wharf che si affaccia proprio sulla riva opposta.

Butler’s Wharf è un edificio di quasi 150 anni, che originariamente serviva da deposito per le navi che arrivavano a Londra e che divenne presto il più grande magazzino di the del mondo.

butler's wharfNegli anni è poi caduto in disuso e la zona, com’è facile immaginare, è andata incontro a un periodo di degrado e abbandono. Ma, e c’è un ma, oggi è stata completamente ripulita e ospita bar e ristoranti con una fantastica vista sul Tower Bridge, oltre che appartamenti extra-lusso.

butler's wharfUna volta là sotto, ho alzato gli occhi all’ultimo piano e ho adocchiato un mega attico, tutto vetrate e arredo design, magnifico. E come faccio sempre in queste condizioni, mi sono persa nei miei sogni immaginando di vivere là sopra, una tazza di the caldo in mano, una coperta calda sulle ginocchia mentre mi siedo sulla mia chaise-lounge e osservo il Tower Bridge sotto la pioggia di Londra.butler's wharf

 

Io ho un debole per i mattoni a vista, questo stile “una-volta-ero-un-molo-pieno-di-scaricatori-di-porto” mi fa letteralmente impazzire e vi consiglio di farci un giretto, non ruberà molto tempo al vostro itinerario e potrete vivere un angolo poco battuto di Londra. Butler’s Wharf si trova sulla sponda sud, se vi trovate sul Tower Bridge e guardate questa sponda, lo troverete alla vostra sinistra, facilmente identificabile dalla scritta in cima all’edificio, anche se ora questo nome identifica tutta la zona circostante.

butler's wharf

Fermi, fermi, aspettate prima di scendere dal ponte, anzi voltatevi dall’altra parte e guardate la sponda nord. Alla vostra destra, ecco i St. Katharine Docks. In realtà, sono un po’ nascosti, ma la direzione è quella. Basta non farsi tentare da Starbucks, come ho fatto io la prima volta, proseguire oltre per una ventina di metri e dietro a questi edifici che paiono un po’ anonimi, si aprirà davanti a voi una piccola Venezia. I St.Katharine Docks sono diversi dai loro fratellini sull’altra sponda del Tamigi, hanno un’aria meno tenebrosa, più elegante e signorile.

St. Katharine DocksSaranno forse i fiori o i bar con i tavolini all’aperto, non saprei dirvi. Anche in questa zona, che ora viene utilizzata come porticciolo per barche private, troverete bar e ristoranti, e qualche negozio. Sembra impossibile che proprio qui, in epoca medievale, sorgesse un ospedale.

St. Katharine DocksLa zona fu sottoposta ad una ricostruzione massiva 2 secoli fa, che demolì l’ospedale medievale (sacrilegio!) per costruire un molo ad uso commerciale e dei magazzini. Per ricreare una banchina più estesa possibile, con un colpo d’ingegno che manco Leonardo, il molo venne costruito affiancando 2 bacini d’acqua, che poi però si rivelarono troppo piccoli per ospitale le grandi navi mercantili e non vennero usati un granchè, finchè si decise di non usarli proprio per niente. Forse la definizione “colpo d’ingegno”, ora che ci penso, andrebbe un po’ ridimensionata. Ma tant’è che ora questa zona è davvero piacevole per una passeggiata o una birretta in un pub.

HippopoThamesQuando ci sono stata io c’era un gigante HippopoThames immerso in un bacino, davvero troppo divertente. Il grosso Ippo Pippo (dite la verità che ve lo ricordate!) è stato costruito per celebrare un Festival e, sorpresa delle sorprese, …lo sapevate che prima dell’ultima glaciazione nel Tamigi vivevano gli Ippopotami? Parola di rana che è vero!

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