Expo – qualcosa si muove a Milano

Per i miei colleghi di Roma, io sono “la Milanese”: quella del nord.
Per i miei amici e vicini di casa, io sono “la Milanese”: quella che viene dalla città.
La realtà è che io non sono milanese, né di nascita né d’adozione.
Sono nata in provincia, a 20 chilometri dalla città e ora abito quasi in Svizzera, ma a Milano ho studiato e ci lavoro da sempre, insomma Milano è la mia quotidianità da quasi vent’anni. Milano l’ho vissuta e me la sento appiccicata un po’ addosso. E’ per questo che dico, con un pizzico di soddisfazione, che qualcosa si muove a Milano.“Eppur si muove” direbbe qualcuno, perché sotto a quella facciata snob e chiusa, che chi viene da fuori percepisce subito, si cela un’indole frizzante. E’ solo che a volte fatica a venir fuori e allora Milano assume tutta un’altra espressione.

La Milano polentona, tutta casa e lavoro, il pranzo alle 12.30 e la cena alle 19.30, e non si sgarra.
La Milano del lavoro a testa bassa, a faticare come gran sgobboni, che non bisogna perder tempo.
La Milano grigia, quella della nebbia, che poi la nebbia non esiste più, ma comunque a Milano c’è la nebbia. E se non è nebbia, allora vuol dire che è proprio grigia dentro.

Ebbene… ho detto ebbene? Ebbene si, questa città grigia ha cambiato vestito e si sta mostrando con colori diversi. Si sta scrollando via di dosso un po’ di polvere, riscoprendosi più viva di quanto i milanesi stessi potessero immaginare.

Palazzo delle Regione
Complice l’Expo che tra meno di 2 mesi aprirà i battenti e che ha soffiato una ventata di dinamismo in una città che di certo non è mai stata dormiente, ma che negli anni aveva perso un po’ del suo smalto.
E così, tra i vecchi palazzi, ecco comparire nuovi paesaggi urbani. Moderne architetture, nuove piazze, luoghi di incontro. Anche se all’inizio qualche milanese ha storto un po’ il naso, per l’accostamento ardito tra palazzi storici e grattacieli avveniristici, quello che ne è nato è una concezione più fresca della città. Non il nuovo che sostituisce il vecchio, ma che si integra, individua forme inedite e concepisce spazi e iniziative innovativi, in un circolo virtuoso che sembra potersi espandere all’infinito e che, in fin dei conti, arricchisce tutti. E non sono cattedrali nel deserto.

Piazza Gae Aulenti - Milano
Oggi Milano è cambiata. E’ innegabile.
Prendo la nuova metro lilla e scendo a Garibaldi, attraverso Piazza Gae Aulenti e mi sento cittadina europea, respiro nuove possibilità. Per pranzo faccio un salto al Palazzo della Regione e mi specchio nei miei sogni.

Palazzo della RegionePalazzo della Regione - Milano. Cracking artPorta Nuova è diventata il fulcro di una milanesità giovane, un nuovo centro di aggregazione e lo spazio per ospitare eventi o arte. Non è solo lo skyline della città che è cambiato, è la mentalità dei suoi abitanti che si sta aprendo e ora, finalmente, Milano non è più solo la città della moda e degli aperitivi, ma molto di più.

Solaria - Milano
Dovevamo aspettare Expo2015 per riprenderci la grinta che ci contraddistingue, e allora benvenuta Expo se quest’anno per la prima volta Milano è una delle mete più ambite per il turismo. E allora via a riscoprire il nostro territorio e la grande ricchezza che offre, a valorizzare le nostre cascine, le ville, i laghi, chè noi Italiani non siamo mai stati bravi a valorizzarci, ma se ce lo dicono gli stranieri che il nostro territorio è bello, allora un po’ iniziamo a crederci anche noi.
Milano non è più solo da bere, è da vivere e non è mai stata così bella.

Porta Nuova - Milano

Varese, 14 marzo 2015